Nonostante il nome, l’Anemone japonica non è affatto originaria del Giappone. È una pianta nativa delle province cinesi di Hupeh e Szechuan.
Arrivò in Giappone secoli dopo tramite rotte commerciali asiatiche, ma non come piantina ornamentale ma come pianta medicinale. Nella tradizione cinese e giapponese viene usata per le sue proprietà antinfiammatorie (dai rizomi essiccati, ma è tossica se cruda).
Quando i primi “cacciatori di piante” europei (come Robert Fortune nel 1844) la videro per la prima volta, la trovarono nei giardini di Shanghai e del Giappone, convincendosi erroneamente che fosse una specie autoctona giapponese.
1. SILENZIO 🔕: Robert Fortune la descrisse per la prima volta dopo averla vista fiorire tra le tombe di un cimitero cinese a Ningpo/Shanghai.
Questo legame con i luoghi del silenzio e della memoria aggiunge fascino per un progetto di paesaggio legato a parchi della rimembranza o giardini meditativi.
2. PETALOSA 💠: Non ha petali veri. Quelli che vediamo sono sepali petaloidi, che rendono il fiore più resistente alle intemperie rispetto a petali classici, mantenendo la forma perfetta anche sotto le piogge autunnali.
3. SAMURAI ⚔: E’ infestante, infatti basta un frammento di radice di 1 cm nel suolo per farla rinascere l’anno dopo, grazie alla rigenerazione da radici avventizie che la rendono virtualmente immortale nel sito di impianto.