Conosciuto come cactus a lisca di pesce, conquista per i caratteristici fusti appiattiti e profondamente lobati. È però un cactus epifita originario delle foreste messicane: luce, irrigazione e substrato devono quindi riprodurre un ambiente tropicale, non quello arido delle specie desertiche.Â
Il Disocactus anguliger cresce meglio in presenza di luce intensa e prevalentemente indiretta.
Una posizione vicina a una finestra esposta a est è generalmente ideale, perché può offrire anche alcune ore di sole debole del mattino.
L’esposizione diretta deve però essere introdotta gradualmente, soprattutto dopo l’inverno o dopo una permanenza prolungata in ambienti poco luminosi. Il sole forte delle ore centrali può scolorire i fusti e provocare aree secche, ingiallite o suberificate.
Una collocazione troppo buia, invece, indebolisce la crescita e riduce sensibilmente la possibilità che la pianta produca fiori.Â
Durante la crescita primaverile ed estiva, la pianta va irrigata quando la parte superficiale del substrato risulta asciutta. L’acqua deve raggiungere uniformemente il pane di terra e defluire completamente attraverso i fori presenti sul fondo del vaso.
Pur essendo più sensibile alla siccità rispetto ai cactus desertici, non deve essere mantenuta in condizioni costantemente umide. Tra un’irrigazione e l’altra il substrato deve perdere parte dell’umidità , evitando però disseccamenti completi e prolungati durante la fase vegetativa.
In inverno si riducono le annaffiature e si lascia asciugare parzialmente il terreno, adattando sempre la frequenza a temperatura, luce e ventilazione dell’ambiente.Â
In natura le radici crescono nella sostanza organica che si accumula sulle biforcazioni e sulla corteccia degli alberi. Il substrato deve quindi contenere una componente organica, ma essere al tempo stesso molto aerato e capace di asciugarsi con una certa rapidità .
Una miscela adatta può comprendere terriccio leggero, corteccia fine e materiali drenanti come perlite o pomice.
I terricci universali troppo compatti, specialmente se utilizzati da soli, trattengono acqua a lungo e riducono l’ossigenazione delle radici.
Il vaso deve possedere fori di drenaggio efficienti e non essere eccessivamente grande rispetto all’apparato radicale; il rinvaso si effettua soltanto quando necessario.Â
Le strutture verdi a zig-zag non sono foglie, ma fusti appiattiti e modificati che svolgono la funzione fotosintetica. Con la crescita assumono un portamento ricadente: un vaso rialzato o sospeso permette ai fusti di svilupparsi liberamente e valorizza la forma della pianta.
I segmenti vecchi, danneggiati o eccessivamente lunghi possono essere eliminati con uno strumento pulito, preferibilmente dopo la fioritura. Le porzioni sane ottenute dalla potatura possono essere lasciate cicatrizzare per alcuni giorni e successivamente utilizzate per la propagazione mediante talea.
Gli esemplari maturi possono produrre grandi fiori chiari, profumati e prevalentemente notturni; un periodo invernale più fresco e asciutto può favorire la formazione dei boccioli, ma la fioritura dipende anche da maturità , luce e condizioni generali di coltivazione.Â