Il nuovo proprietario mi ha incaricato di fare un concept in modo da ribaltare completamente questa visione: trasformare una struttura fatiscente in un polo dove uffici e attività possano respirare un’aria nuova.
Ho lavorato sulla terrazza del primo piano per abbattere il confine tra spazio di lavoro e natura, creando un ambiente che non sia solo un luogo di passaggio, ma una fonte d’ispirazione e benessere per chi lo vivrà ogni giorno.
Il recupero strutturale è stato il punto di partenza per definire il nuovo carattere dell’edificio:
- Ho sostituito i residui della vecchia soletta con una superficie in grès rettificato ad alto spessore (20 mm) con finitura effetto cemento, perfetta per resistenza meccanica e coerenza stilistica con il gusto Industrial;
- Per richiamare la memoria della vecchia pergola senza appesantire il prospetto, ho installato un sistema di tiranti verticali in acciaio inox AISI 316. Questi cavi agiscono come una scansione ritmica che organizza il verde rampicante.
Ho selezionato una palette capace di unire l’eleganza alla massima resistenza:
- Rampicanti: Per creare ombra naturale e privacy, ho alternato la vibrazione cromatica della Bougainvillea spectabilis e della Mandevilla splendens (Dipladenia) all’eleganza azzurra del Plumbago auriculata. Il tutto è armonizzato dal profumo avvolgente del Trachelospermum jasminoides (Falso Gelsomino), che garantisce una struttura sempreverde costante;
- Lungo il parapetto ho progettato una sequenza ritmica di fioriere in vaso ospitanti esemplari di Olea europaea ‘Arbequina’, scelta per la sua ridotta vigoria e il portamento compatto ideale per la vita in contenitore. Metrosideros excelsa, che con i suoi “pon-pon” rossi aggiunge una nota esotica e resistenza al vento.
Stipa tenuissima (Erba delle fate) per donare movimento al minimo alito di vento, in contrasto con la compattezza grigio-azzurra della Westringia fruticosa (Falso Rosmarino).